Il TEMPIO perduto e ritrovato - Credenti Senza Frontiere

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Il TEMPIO perduto
e ritrovato - 1
Costruzione del Tabernacolo, come veniva chiamato il Tempio nel deserto
La chiusura del paradiso terrestre ha portato all’apertura del "portale della conoscenza del bene e del male" da dove, secondo il Big Book, sono arrivate tutte le problematiche che ancora oggi conosciamo. Prima che si inventasse la psicologia, la medicina, la sociologia, la filosofia, la politica e tutte le scienze dello scibile umano per far fronte, in modo sempre più razionale e specialistico, alle conseguenze derivanti dal trauma della perdita del paradiso, apparve sullo scenario, già agli albori dell’umanità, la religione in tutte le sue forme possibili e immaginabili animismo, idolatria, divinazione, spiritismo, ecc
Artigiano al lavoto per la costruzione del Tabernacolo
Una parte della religione, a giudicare dai vari riti pagani, si era affiancata al "promotore della conoscenza del male" con forme di ritualità sataniste. Un’altra parte, è possibile immaginarlo, deve aver cercato altri ipotetici dèi da cui ricevere aiuto dato che le relazioni con il Dio Creatore si erano deteriorate, mentre una parte, che ne conservava la memoria, cercò la riconciliazione, che ormai era possibile solo in modo "velato" attraverso pesanti riti propiziatori.
L'Arca dell'alleanza nel Luogo santissimo
All’inizio dell’era post-paradiso esisteva quindi la religione e tutto era stato fatto per mezzo di essa e niente poteva essere fatto al di fuori della religione. Ogni regola di comportamento, anche le più elementari come le norme di igiene, cadeva quindi sotto la giurisdizione della religione, sola istanza che poteva legittimare i piccoli e grandi atti della vita, riconosciuta anche dagli imperatori che, mancando una religione da esibire, si dichiaravano loro stessi dèi in terra per poter essere riconosciuti come "potere assoluto".
la conca di bronzo per le abluzioni
Un nuovo mondo selvaggio
Una nube oscura doveva essere scesa sulla prima umanità come una depressione collettiva per la perdita definitiva di un bene di valore inestimabile come un paradiso senza sofferenze. Perdita che comportava il contatto interrotto con il Creatore, la mancanza dell’ "albero della vita", i sensi di colpa, la paura della morte, della malattia, la paura di rimanere senza cibo che ci si procurava solo con duro lavoro, l’odio tra persone che verosimilmente dovevano scaricare l’uno sull’altro la responsabilità della perdita del paradiso Tutto spingeva dunque a adottare forme di riti di tipo propiziatorio per ristabilire il contatto perduto fra Creatore e creature.

Il Creatore si scelse dunque un popolo tra la discendenza di personaggi come Abramo che avevano avuto intuizioni che agevolavano un ravvicinamento.
L'altare dei sacrifici nel cortile del Tabernacolo
Sugli umani pesava la minaccia imminente delle maledizioni (o piuttosto delle conseguenze) che si erano attirati per essersi affidati alle promesse allettanti del serpente, ritrovandosi invece a dover gestire da soli quel minaccioso nuovo mondo in cui la natura, già per il fatto di trovarsi al di fuori del giardino di Eden, doveva essere allo stato selvaggio. Di colpo, Adamo ed Eva e in seguito i loro discendenti, si sono trovati a dover vivere, dunque, da selvaggi primitivi e probabilmente, per la disperazione, in stato abbandonico e di prostrazione o imbevuti di violenza.
Il Tabernacolo (Tempio) nel deserto
You… Temple
Piantina del Tempio
Nel caos più totale, retaggio della conoscenza del male, si è fatto spazio nel tempo
la Religione abramica che precedeva quella mosaica nella linea ininterrotta degli adoratori del Dio Creatore, come lo fu anche Noè e tanti altri citati nell’Antico Testamento, Religione che ha saputo dare il meglio quanto a possibilità di riconciliazione, attraverso riti, altari, Tempio e Sacerdoti.
Tabernacolo nel deserto, Tempio di Salomone, Tempio di Erode
Nel caos più totale, retaggio della conoscenza del male, si è fatto spazio nel tempo la Religione abramica che precedeva quella mosaica nella linea ininterrotta degli adoratori del Dio Creatore, come lo fu anche Noè e tanti altri citati nell’Antico Testamento, Religione che ha saputo dare il meglio quanto a possibilità di riconciliazione, attraverso riti, altari, Tempio e Sacerdoti.

Il Creatore stesso, difatti,  proprio come un padre che non abbandona i figli anche quando si sono messi nei guai, aveva già in riserva una strategia che apriva uno spiraglio di speranza nel futuro, con una Religione che era un Patto di Alleanza basato sulla legge morale amministrata con l’ausilio di una legge rituale e cerimoniale. A Noè rivelò il disegno per la costruzione dell’arca, a Mosè dette un piano per la costruzione del Tempio. Solo con il Messia ci è stato rivelato che il Tempio rappresentava, tra l’altro, proprio Lui stesso e… per riflesso, anche lo schema dell’uomo comune:
a) il cortile che può rappresentare il corpo
b) il luogo santo che può rappresentare l'anima
c) il luogo santissimo che può rappresentare lo spazio riservato allo spirito e alla coscienza (l'Arca di alleanza), contenente le tavole della Legge, la manna, il bastone di Aaronne.
L'uomo naturale paragonato alla piantina del Tempio
Ciò che accadeva sullo scenario del Tempio poteva quindi ripetersi nell’uomo. La malizia installatasi purtroppo al momento della "caduta" interruppe il contatto con il Creatore e contaminò tutto l’essere.
Era l’inizio del cosiddetto "stato di peccato". Tutto questo era rappresentato nel Tempio da una "cortina" (tenda) che rappresentava la malizia e lo separava in due parti, ciò che corrisponde in questo caso all’uomo interiore che si ritrova separato in due, un po’ come da un "muro di Berlino" e che impediva l'accesso alle cose spirituali.

A questo punto, la Religione dei riti e del Tempio permetteva di far fronte a questa anomalia della separarzione. In che modo? Formando nell’uomo interiore una coscienza, capace di discernere il bene dal male, rappresentata nel Tempio dall’Arca dell’Alleanza, nella quale erano contenute le tavole della legge morale e dove si manifestava la presenza di Dio.

La coscienza, una nuova funzione che dava all’uomo la possibilità di continuare, sì, sulla via della conoscenza del bene e del male ma questa volta in una prospettiva di redenzione, con l’alternarsi di trasgressione… riconoscimento dell’errore… condono.
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